Evripide

BACCANTI

Evripide

BACCANTI

Titolo originale: Βάκχαι
Coproduttore: TEATRO STABILE SLOVENO, TEATRO NAZIONALE SLOVENO DI NOVA GORICA

Regia

Vito Taufer

Musiche
Saša Losić
Traduzione
Anton Sovre, Kajetan Gantar
Consulenza per il greco antico
Mojca Cajnko
Coreografie
M. e V.
Scene e costumi
Samo Lapajne
Dramaturg e assistente alla regia
Martina Mrhar
Consulenza linguistica
Srečko Fišer
Light designer
Samo Oblokar
Assistente alla scenografia ed ai costumi
Barbara Tavčar

Nella stagione teatrale 2006/2007  il Teatro Stabile Sloveno di Trieste e il Teatro nazionale sloveno di Nova Gorica su iniziativa del Ministero della cultura della Repubblica di Slovenia hanno coprodotto un grande spettacolo di musica e teatro: Le Baccanti di Euripide con le musiche di  Saša Lošić e la regia di Vito Taufer.

 

I COMMENTI DELLA CRITICA

Soltanto il teatro è probabilmente capace di toccare tanti temi in un tempo relativamente breve e attirare nel loro vortice gli spettatori. Vito Taufer è oggi uno di quei registi che sanno mostrare efficacemente i dilemmi dell’uomo moderno e dell’esistenza sociale attraverso il linguaggio teatrale. Sa unire spettacolo e critica, effetto e meditazione.

Ace Mermolja, Primorski dnevnik, 22 ottobre 2006

 

Il ritmo dello spettacolo è scandito magistralmente dalla musica di Saša Lošić nella quale i ritmi primordiali e sensuali si intrecciano agilmente con la musica di carattere più mistico mentre lo scenografo e costumista Samo Lapajne ha creato un’atmosfera opprimente nella compresenza di bianco e nero, di ombre e luce e nella quantità di fumo che si leva pigramente dal palcoscenico alla sala suscitando la sensazione di trovarsi in una palude, nella quale navigano gli attori e gli spettatori, osservatori della danza sfrenata delle esaltate baccanti. /…/ Le 13 attrici e cantanti riescono a esprimere l’erotismo, la primordiale bestialità e l’irrefrenabile bramosia.

Andraž Gombač, Primorske novice, 24 ottobre 2006

 

Le Baccanti di Euripide sono interpretate dal regista Vito Taufer con due chiavi di lettura. La prima, quella coreografica e musicale: il palcoscenico è vuoto, cinto da una lieve presenza di tirsi con applicazioni d’alloro, e con un gioco di luci che riscaldano il fondo del palco. Davanti al pubblico si svolge la tragedia di Penteo che è sostenuta dalla musica di Saša Lošić. Questo cerca di ricostruire la tradizione musicale persa, come se attingesse dal melos balcanico astratto e fuori dal tempo. /…/ Si tratta letteralmente del tentativo di far nascere nuovamente il tragico dallo spirito della musica; in questo il compositore attinge alla fonte originale negli interventi corali, conservando buona parte del materiale cantato nell’originale, in greco antico /…/  La seconda, è di attualità; i soldati e la polizia sono contemporanei e Dioniso, che viene rinchiuso in cella, è vestito con una tuta da carcerato di colore arancio, come una delle tante vittime private dei diritti che riempiono le carceri di Guantanamo. Dioniso, nuovo, potente, proibito, esiliato dai dirigenti della polis, diventa simbolo del martire mussulmano. In questa attualizzazione emerge la tragedia di tutti coloro, che si oppongono agli dei a loro estranei, poiché non li comprendono e li demonizzano.

Matej Bogataj, Delo, 25 ottobre 2006

 

Gli attori /…/ percepiscono empaticamente e con entusiasmo le intuizioni di Taufer, strutturando dei personaggi nel contempo stilizzati e pungenti, che agiscono tra le articolazioni dettagliatamente premeditate e la plasticità di un’eloquenza robusta e diretta.

Dejan Bozović, Il Gazzettino, 24 ottobre 2006

 

Le Baccanti /…/ nella regia di Vito Taufer, un regista geniale dagli ampi orizzonti estetici, infaticabile ricercatore di risposte alle fondamentali questioni esistenziali /…/ La forza fatale dell’intelligibile si esprime proprio nel coro delle baccanti, ineguagliabile e potente espressione teatrale. Dalla rigorosità dei costumi indossati nella prima parte dello spettacolo si trasformano in selvagge e bellicose amazzoni dai capelli lunghi, con in mano il tirso, come presagio di morte. Le coreografie danno vita a movimenti marcati, accompagnati dalla scansione ritmica e cantata dei versi in greco antico. /…/ Le Baccanti sono uno spettacolo teatrale di forti contenuti che merita di essere visto e che si è guadagnato un posto nella storia del teatro sloveno come felice collaborazione tra il Teatro Stabile Sloveno di Trieste e il Teatro Nazionale di Nova Gorica.

Iva Koršič, Novi glas, 26 ottobre 2006

 

Una chiave di lettura, quella di Taufer, di notevole impatto espressivo e di significativo richiamo all’attualità, peraltro esaltata anche dal greco antico usato dal coro./…/ Suggestive musiche di Saša Lošić, imprimono un ritmo giusto e verosimile alle cadenze dei versi ed ai movimenti coreografici delle donne, che con i loro tirsi invadono di danze il racconto. È il coro delle donne di Tebe, infatti, il protagonista, il motore dell’azione drammaturgia e ben lo interpretano le 13 attrici dei due teatri, cui fanno da solido e drammatico controccanto il Penteo e il Dioniso dei giovani Vojko Belšak e Primož Forte, mentre in una sorta di dolorosi cammei si stagliano l’Agave barbarica di Helena Blagne, il Cadmo vecchio e rassegnato di Stojan Colja e il Tiresia cieco ed inascoltato profeta di Ivo Barišič.

Mario Brandolin, Messaggero Veneto, 31 ottobre 2006

 

La musica è infatti la parte centrale della rivisitazione tauferiana della classica tragedia greca, che racconta la storia delle donne tebane soggette allo strapotere del dio Dioniso. Il coinvolgente ritmo balcanico sembra però ammiccare ai suoni della musica greca e a fondere in un tutt’uno la tradizione, la malinconia, ma soprattutto i sentimenti di tristezza e di disperazione che sembrano caratterrizzare già dall’età classica l’intera area. La musica curata da Saša Lošić, uno dei massimi compositori bosniaci del momento, è infatti riuscita a creare una sorta di rituale, che incessantemente cattura e travolge il pubblico.

Ivana Godnik, Il Piccolo, 24 novembre 2006

 

Ben 17 minuti di applausi intensi, più che calorosi, ed un tutto esaurito hanno coronato il successo della prima rappresentazione delle Baccanti di Euripide che ha inaugurato l’illuminata stagione del Teatro Stabile Sloveno. /…/ La regia di Vito Taufer scandaglia sapientemente il linguaggio teatrale aprendone nuove prospettive ed approcci. Le sue Baccanti sono un gioiello di dissacrante ironia, dalle composte, quasi ieratiche scene iniziali- dove un canto sommesso e sacrale, si accompagna alle armoniche gestualità coreografiche delle Baccanti- rigorose soldatesse ( tutte ottime cantanti-attrici e danzatrici) e dei soldati sino al crescendo delle catartiche scene orgiastico- liberatorie delle stesse che, felinamente liberatesi dalla cupa divisa, le scarpe geometricamente liberate ai bordi del palcoscenico, come ultimi simulacri di “civiltà”, divengono belve scatenate. Il rito tribale di ribellione si consuma a dispetto delle profezie di Tiresia (un ambiguo, dotto e sottilmente ironico I. Barišič) e della saggezza di Cadmo (un sofferto ed intimistico S.Colja). Penteo (l’istrionico e sanguigno V.Belšak), travestito da donna dalla chioma leonina, viene annientato da un Dioniso “toro” ( ottima l’interpretazione di P. Forte che spazia da un monologare concitato e monocorde a respiri di intensa drammaticità).

Maria Luisa Runti, Network Caffè, novembre 2006

 

 

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