Ödön von Horváth

QUA E LÀ

Prima: 13 gennaio 2017

Ödön von Horváth

QUA E LÀ

Coproduttore: in collaborazione con Cooperativa Bonawentura - Teatro Miela

Regia

Neda R.Bric

Adattamento
Žanina Mirčevska
Traduzione
Bruno Hartman, Giulia Ghiretti
Collaboratore
Stefano Dongetti
Costumi
Bjanka Adžić Ursulov
Scene
Tine Tribušon
Musiche
Aleksander Ipavec
Light design
Andrej Hajdinjak
Assistente alla regia
Jasmina Kovic
Foto
Jaka Varmuž
Nello spettacolo viene utilizzato il cortometraggio "Meje" (Confini) del regista Damjan Kozole, produzione Vertigo 2016

QUA E LA’ – una storia di confini che ha dato con il suo titolo il motto all’intera stagione, è l’allestimento con il quale il 13 gennaio si aprirà il nuovo anno al Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Lo spettacolo bilingue, realizzato dal TSS in collaborazione con la Cooperativa Bonawentura-Teatro Miela, parlerà delle situazioni grottesche che possono accadere in modo molto assurdo e altrettanto reale a causa di intoppi burocratici al confine.
Sarà bilingue anche il cast che metterà in scena questa commedia del drammaturgo Ödön von Horváth, cittadino ungherese dell’impero austroungarico nato a Fiume, in Istria. La sua riflessione sorprendentemente attuale sulla legalità o illegalità dell’attraversamento di un confine è oggi materia del trattamento tragicomico di un tema sempre attuale. In questo spettacolo parla di confine chi conosce in prima persona il suo significato: lo stesso autore, ma anche la regista di Nova Gorica Neda R. Bric.
CONTENUTI
Ödön von Horváth era figlio di un diplomatico ungherese: nato a Fiume nel 1901, ha studiato a Budapest e si è poi trasferito a Bratislava, Vienna, Monaco e Berlino. In ambito germanico ha ottenuto i suoi maggiori successi letterari e teatrali ma dopo l’Anschluss ha dovuto lasciare la Germania in quanto »persona non gradita« al regime nazista. Si è rifugiato prima in Svizzera, poi a Parigi, dove è morto per un bizzarro incidente. La sua commedia (ovvero farsa in due atti, come l’ha definita) »Hin un her« ovvero »Qua e là« ha debuttato nel 1934 a Zurigo.
Il titolo avrebbe dovuto essere in una prima fase »Ponti«, dato che la vicenda parla proprio di un ponte tra due paesi e delle difficoltà vissute dal protagonista Ferdinand Havlič a causa di un ostacolo di natura burocratica. La sua vita prosegue sul confine, dato che non gli è permesso accedere a nessuna delle due parti. Nonostante la situazione sia totalmente assurda e che di questo si rendano conto anche le guardie confinarie, ognuno preferisce non prendere responsabilità e seguire piuttosto alla lettera la legge vigente.
La commedia è nata sulla base di una vicenda realmente vissuta dall’autore nel periodo in cui ha dovuto lasciare la Germania e richiedere il rinnovo del documento che provava la sua cittadinanza. La regista ha trovato il modo di far parlare questo allestimento con un linguaggio ancora più vicino al pubblico: »Un testo simile, scritto quasi cent’anni fa, è incredibilmente attuale e ci parla di situazioni presenti. Non solo del qui e ora, ma anche di tutti i confini in ogni parte del mondo, soprattutto in Europa. E ovviamente il territorio in cui ci troviamo, Trieste, con il confine tra l’Italia e la ex Jugoslavia, è incredibilmente simile a quello proposto in Qua e là. Come vivevamo il confine in quell’epoca, come lo passavamo con tutte le nostre paure, come acquistavamo i beni più impensabili che erano ovviamente illegali, sono temi che ritornano nello spettacolo. Abbiamo trasposto i contenuti e la rappresentazione nell’epoca del confine tra la Jugoslavia e l’Italia per renderli intellegibili a tutti, a quelli che vissero in quel periodo e ai più giovani.«
CAST
L’allestimento unisce attori della compagnia stabile del TSS, un protagonista ospite e gli attori del teatro Miela. Ne deriva uno spettacolo bilingue, nel quale sulle sponde opposte del fiume e del confine ognuno parla la propria lingua (alcuni entrambe, come accade sempre nelle zone di confine). Anche i sovratitoli saranno in questo caso bilingui. Nel ruolo di Ferdinand Havlič ci sarà l’attore triestino Daniel Dan Malalan. Sulla sponda sinistra del confine troveremo Vladimir Jurc, Nikla Petruška Panizon, Luka Cimprič e Romeo Grebenšek, sulla destra invece Alessandro Mizzi, Maja Blagovič, Laura Bussani. I ruoli dei contrabbandieri verranno interpretati da Primož Forte e Tina Gunzek.
Il testo è stato tradotto da Bruno Hartman e Giulia Ghiretti, con la consulenza di Stefano Dongetti, che insieme a Neda R. Bric è anche autore dei testi delle canzoni. L’adattamento del testo è stato curato dalla dramaturg Žanina Mirčevska, l’adattamento drammatugico dalla regista Neda R. Bric. I costumi, le scene e le luci sono stati ideati da Bjanka Adžič Ursulov, Tine Tribušon e Andrej Hajdinjak, le musiche originali (che verranno eseguite dal vivo) dal musicista triestino Aleksander Ipavec.

PRIMA, VIDEOPRESENTAZIONE
La prima dello spettacolo Qua e là andrà in scena venerdì 13 gennaio e le repliche proseguiranno fino al 29 gennaio. Tutti gli spettacoli saranno corredati da sovratitoli in entrambe le lingue. Le repliche della domenica pomeriggio prevedono anche il servizio gratuito di navetta in partenza da Sistiana, Opicina e Muggia.
Anche in questo caso il teatro offrirà al pubblico una prolusione video per illustrare i contenuti del testo e dell’allestimento: nello spazio attrezzato del foyer d’ingresso si potrà assistere mezz’ora prima di ogni spettacolo alla videopresentazione sottotitolata della regista Neda R. Bric. Dopo ogni spettacolo, gli spettatori potranno anche esprimere la propria opinione sugli appositi coupon, partecipando così all’assegnazione del premio del Primorski dnevnik.

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