SERATE DI FILM SLOVENO

Il dilemma dell’identità

SERATE DI FILM SLOVENO

Il dilemma dell’identità

Organizzazione evento

Teatro Stabile Sloveno, Kinoatelje, Slovenski klub, SKGZ- Unione Culturale Economica Slovena- Skgz

un film di
Sabrina Morena
prodotto da
Marta Zaccaron e Ida Weiss
una produzione
Quasar Multimedia in co-produzione con Bela Film e RTV Slovenia
fotografia
Radovan Čok
montaggio
Giorgio Milocco
suono
Havir Gergolet
musiche
Francesco Morosini
post-produzione audio
Julij Zornik
con la partecipazione e la consulenza scientifica di
Marta Verginella e Tullia Catalan
e con
Ksenija Majovski, Milena Markič, Sabrina Morena, Emily Menguzzato, Mia Mathee
Realizzato in collaborazione con
Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, MIBACT
con il supporto di
Fondazione Museo Storico del Trentino e Bonawentura

Cinque attrici e la loro regista preparano uno spettacolo teatrale in cui mettono in scena i destini emblematici di cinque donne che hanno vissuto a cavallo della prima guerra mondiale, andando in cerca delle loro tracce sul territorio e ricostruendo sul palcoscenico le emozioni e i sentimenti espressi nei loro diari, lettere e saggi.
Pavla Hočevar è nata a Vienna e ha studiato a Lubiana per il diploma di maestra, uno dei mestieri intellettuali consentito alle donne.  Nel 1910 viene a insegnare a Trieste nelle scuole popolari della Società Cirillo e Metodio per rafforzare la coscienza nazionale slovena. A Trieste vive anche Marica Nadlišek Bartol,  scrittrice e  la prima redattrice  della rivista Slovenka, la prima rivista femminile slovena.  Anche Marica è una maestra e insegna nella scuola di S. Giovanni , quartiere di Trieste a maggioranza sloveno. Fa scandalo perché va in bicicletta e si veste alla moda.  Con il matrimonio e la maternità Marica è costretta però ad abbandonare  completamente la professione di redattrice e di insegnante.
Elody Oblath è un intellettuale e scrittrice  di origine ebrea ungherese, si sente italiana ma è intrisa di cultura tedesca.  Come gli amici Scipio Slataper e Giani Stuparich è irredentista e aspira al ricongiungimento di Trieste all’Italia.  Nel mondo socialista agisce Giuseppina Martinuzzi, istriana di Albona, che per 30 anni ha insegnato  a Trieste nelle scuole popolari dei quartieri poveri della città.  Ormai in pensione, è un’importante dirigente socialista, eletta in consiglio comunale,  femminista e  fervente sostenitrice del dialogo  italo-slavo .
Alice Schalek è una giornalista  e fotografa viennese di  ascendenza ebraica. Allo scoppio della guerra è stata la prima donna ad essere accreditata come reporter di guerra e racconta con numerose fotografie il fronte dell’ Isonzo.
Pavla, Marica, Elody , Giuseppina, Alice vivono i momenti che precedono il conflitto  e la guerra ciascuna in modo diverso.
Cinque destini sui quali ha soffiato il vento della Storia scompaginando i progetti di vita e costringendo a scelte obbligate.  Cinque donne diverse che si specchiano le une nelle altre ricreando pensieri ed emozioni di un periodo in cui si rompevano gli equilibri e cambiavano i confini in Europa.
Un gioco di scatole cinesi in cui i diversi piani del presente e del passato si intrecciano, che vuole essere una riflessione sulla pace e sulla guerra,  sulla ricerca dell’equilibrio, sulla fragilità e la grandezza dell’ Europa.

 

 

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