ARTEMISIA – i video, le navette, i contenuti speciali…

L’autore e regista Lino Marrazzo,

gli attori Nikla Petruška Panizon e Vladimir Jurc,

l’assistente alla regia Elena Husu,

lo scenografo Marjan Kravos,

il costumista Aleš Čakš

e l’autore delle musiche Michele Budai

 

 

Vi attendono alla prima (e a tutte le repliche) della nuova produzione TSS

ARTEMISIA GENTILESCHI

L’INCONTRO

 

Venerdì 11 giugno, ore 20.00, prima, turno A1

con l’apertura dell’installazione Com’eri vestita? (ore 19.30)

 

Sabato 12 giugno, ore 20.00, turno B1

Domenica 13 giugno, ore 16.00, turno C1

orari e fermate navetta bus gratuita

14.30 – Sistiana, parcheggio

14.40 – Aurisina, in piazza

14.45 – Santa Croce, fermata dell’autobus

15.00 – Sgonico, davanti al municipio

15.15 – Prosecco, incrocio (fermate degli autobus)

 

Venerdì 18 giugno, ore 20.00, turni  A2 e A3

Sabato 19 giugno, ore 20.00, turni  B2 e B3

Domenica 20 giugno, ore 16.00, turni  C2 e C3

orari e fermate navetta bus gratuita

OPICINA

15.00 – Opicina, via di Basovizza 21

15.10 – Trebiciano, monumento

15.15- Padriciano, davanti alla chiesa

15.20 – Basovizza, davanti alla chiesa

 

MUGGIA

15.00– Muggia, stazione autobus

15.05 – Zaule, fermata dell’autobus

15.10 – Domio, dietro al centro culturale

15.15 – Dolina, davanti al municipio

15.20 – Bagnoli, davanti al teatro Prešeren

15.25 – San Giovanni in bosco, fermata dell’autobus

15.30 – San Giuseppe della chiusa (Barde), fermata dell’autobus

 

Sala principale TSS

con sovratitoli in italiano

 

guardate le videopresentazioni dello spettacolo!

 

IL REGISTA: https://www.youtube.com/watch?v=l6mDrbMITeg

L’ATTRICE NIKLA PETRUŠKA PANIZON: https://www.youtube.com/watch?v=PxfuQsNlhmI

Al di là della storia biografica di Artemisia Gentileschi, perlopiù conosciuta nel suo percorso artistico e attraverso le note vicende giudiziarie alle quali è andata incontro, c’è un aspetto meno noto e forse per questo meritevole di attenzione, ovvero il rapporto tra l’artista e il padre Orazio, altrettanto noto pittore rinascimentale e dal quale la figlia ha ereditato numerosi elementi talentuosi.

Il legame tra i due è sempre oscillato tra una reciproca attrazione e il distanziamento dovuto dai caratteri spesso contrastanti e burrascosi. Inoltre la morbosità di Orazio verso Artemisia a volte veniva spinta oltre i confini del lecito, creando tra i due tensioni e sospetti.

Il testo vuole mettere in risalto il rapporto tra i due attraverso un incontro avvenuto realmente a Firenze quando il padre, proveniente da Roma, fece visita alla figlia fermandosi per circa un’ora.

Non è una novità certamente descrivere i rapporti tra padre e figlia o figlie, la letteratura stessa li rappresenta fin dalle origini della scrittura. Nel tempo il rapporto viene raccontato in modi diversi: madri assenti, figlie che non diventano mai donne o padri che chiedono di essere riconosciuti e amati in modo quasi materno. Non si tratta di un processo lineare ed evolutivo, ma della scoperta lenta e contraddittoria dei tanti possibili aspetti di una relazione importante che tende ad essere sottovalutata.

Nel rapporto privilegiato con la figlia, solitamente primogenita, si gioca spesso un’alleanza contro la figura materna. Il mandato paterno investe la figlia di un’aspettativa speciale, la consegna a una posizione di attributo del padre: tendenzialmente androgina, vergine come la guerriera Minerva, archetipo della figlia del padre, nata appunto dalla testa di Giove. Molte saranno le figlie del padre che non diventeranno mai donne nè madri, libere dal destino femminile in cambio della responsabilità di pensare in proprio, pronte ad accettare il sacrificio se il sospetto della sessualità si insinua nel rapporto (come vedremo nello spettacolo su Artemisia), poichè su di loro ricade naturalmente la colpa, come nelle eroine di Lessing. E il padre, quindi, incarna la legge.

Eppure a un certo punto cominciano ad esserci anche figlie ribelli all’autorità paterna (motivo dell’incontro tra Artemisia e il padre) e di loro narrano scrittori ma anche le prime scrittrici: una ribellione che esprime una crisi e un bisogno di cambiamento, di un’autorità diversa.

La crisi del padre verrà rappresentata attraverso un soggetto nuovo, portatore di cambiamento ma anche di conflitto, testimone di diverse esigenze, di movimenti sociali profondi come il femminismo. Di tale significativa novità saranno interpreti non solo le scrittrici, ma anche molti scrittori. Questo rapporto così delicato è fondamentale per le figlie e per la conquista dell’indipendenza, per l’avventura nello spazio pubblico, per la costituzione del senso di sè.

Quindi ancora una volta un autore mette per iscritto e poi in scena questo rapporto ancestrale, essenziale nell’indagine umana ed esistenziale.

Ai tragici greci dobbiamo archetipi che continueranno ad essere rivisitati fino a condurli alla contemporaneità del momento come Ifigenia, Elettra e Antigone.

Figlie ribelli, simboli di resistenza e trasgressione percorrono l’opera di Ovidio, Boccaccio, Shakespeare in lavori dove il rapporto padre e figlia parla di autorità ma anche dei limiti del potere. Il padre è portatore del potere della figlia la quale, a sua volta, è priva di qualsiasi potere, destinata ad essere ceduta in matrimonio. Trova sempre più spazio l’esigenza di aprirsi a una nuova cultura che parli apertamente anche di quel tabù che è l’incesto. Un fantasma sempre presente nella profonda ambivalenza di una relazione “malata”. Il limite dell’autorità e la critica del potere assoluto si traducono anche nell’immaginazione di padri che entrano in crisi, che si lasciano modificare dall’affettività, che devono rilegittimare la propria autorità e il rapporto con la figlia.

Tutto questo si trova in Artemisia Gentileschi- L’incontro. Compito audace, ma sicuramente interessante, stimolante, dove in poco meno di un’ora tutte le situazioni descritte finora troveranno il loro posto e risponderanno a domande purtroppo ancora drammaticamente attuali: il rapporto tra padre e figlia e la violenza esercitata quale tradizione maschile di massa nei confronti delle donne.

 

Lino Marrazzo

 

 

foto: SSG/ Luca Quaia

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