A proposito di Artemisia…(arriva la nuova produzione TSS!)

Cari spettatori,

a breve debutteremo con una nuova produzione!

ARTEMISIA GENTILESCHI – L’INCONTRO è uno spettacolo tratto da una storia vera e basato su testimonianze d’archivio che ci parlano della vita e del temperamento di un’artista carismatica del periodo barocco.

Per permettervi di entrare nelle atmosfere e nei contenuti dello spettacolo ancor prima di vederlo, inviamo il testo che la storica dell’arte Ermanna Panizon ha scritto proprio per la nostra produzione.

Di seguito potrete trovare anche le informazioni sul cast e tutte le date degli spettacoli.

Ci vediamo al TSS!

L’EROISMO DELLE DONNE

“Vi mostrerò di cosa è capace una donna” scrive Artemisia a un suo committente. Questa orgogliosa dichiarazione riassume tutta la vita e l’opera di un’artista veramente eccezionale.

Artemisia Gentileschi (1593-1653) impara l’arte della pittura nella casa-bottega del padre Orazio, nella quale, come tutte le ragazze non sposate, vive quasi reclusa. Non può dunque approfittare dell’insegnamento che potrebbero offrirle le meraviglie dell’arte romana: le è concesso visitare qualche chiesa del circondario, sempre scortata dai famigliari. Per fortuna vive vicino a Santa Maria del Popolo, dove può ammirare le opere di Raffaello, Sebastiano del Piombo, Caravaggio e Annibale Carracci. Nonostante le limitazioni del suo apprendistato, in poco tempo dimostra un talento e una determinazione che fanno stupire lo stesso Orazio. Proprio tra le mura di casa Artemisia viene violentata, appena diciottenne, da un collaboratore di suo padre, Agostino Tassi. Gli atti del processo per lo stupro si sono conservati per intero e ci permettono di sentire la viva voce di Artemisia difendere la verità dei fatti anche sotto tortura e in faccia al suo violentatore, che negherà sempre tutto nonostante le prove schiaccianti. Dagli atti emerge un intrico di bugie, morbosità e violenze, che coinvolgono anche altri personaggi della cerchia del padre della ragazza.

Questa terribile vicenda non fermerà Artemisia ma le darà anzi occasione di uscire dall’influenza del padre: subito dopo il processo la giovane si sposa e si trasferisce a Firenze, dove comincia la sua attività di pittrice indipendente. Tre anni più tardi sarà la prima donna ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno. Pochissime donne si dedicavano allora alla pittura, ma ancora più raro è vedere una pittrice a capo di un’attività imprenditoriale di successo, capace di plasmare la propria immagine e la propria opera in modo da conquistarsi le committenze di nobili, principi e re. Come i suoi colleghi maschi, viaggerà seguendo le opportunità di carriera, prima da Firenze di nuovo a Roma, poi a Venezia e infine a Napoli.

Artemisia si specializza nella rappresentazione di eroine femminili: Giuditta, che sedusse e tagliò la testa ad Oloferne, il capo dell’esercito nemico; Lucrezia, che si diede la morte dopo aver subito violenza; Cleopatra, suicida per sottrarsi al dominio romano. L’artista presto capì che i committenti erano affascinati dall’idea di una donna che dipinge storie di donne che agiscono eroicamente. Sia l’autrice che le protagoniste dei suoi dipinti assumono dunque ruoli tipicamente maschili e proprio questo ribaltamento doveva attrarre come una curiosità piccante i contemporanei della pittrice. Artemisia dunque non solo dipinge, ma è pittrice di storia, mentre era più comune che le donne si limitassero ai generi allora considerati minori, come la natura morta e il ritratto. Il suo talento narrativo, inoltre, è paragonabile solo a quello di Caravaggio, tra i suoi contemporanei. Il pennello di Artemisia trasforma infatti ogni soggetto in un’azione drammatica, carica di tensione e energia. Nulla nelle sue opere può dirsi grazioso o puramente decorativo. Per avere un saggio della forza di questa donna basta osservare uno dei molti autoritratti che dipinse, perseguendo una modernissima strategia di promozione della propria immagine, e incontrare il suo sguardo carico di sfida e giusto orgoglio per ciò che è stata capace di fare.

Ermanna Panizon

Teatro Stabile Sloveno
Lino Marrazzo

ARTEMISIA GENTILESCHI

L’INCONTRO

 regia: Lino Marrazzo

traduzione: Janko Petrovec
scene: Marjan Kravos
costumi: Aleš Čakš

musiche: Michele Budai
consulenza linguistica: Jože Faganel

CON:
Nikla Petruška Panizon….Artemisia

Vladimir Jurc…..Orazio

 

PRIMA E REPLICHE

Venerdì 11 giugno, ore 20.00, prima, turno A1

Sabato 12 giugno, ore 20.00, turno B1

Domenica 13 giugno, ore 16.00, turno C1 con autobus navetta

Venerdì 18 giugno, ore 20.00, turni  A2 e A3

Sabato 19 giugno, ore 20.00, turni  B2 e B3

Domenica 20 giugno, ore 16.00, turni  C2 e C3 con autobus navetta

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